POST - EXPO

RESTAURANT PAVILION

Client:

Triennale di Milano

 

Year:

2016

 

Program:

Bar - Restaurant

 

Status:

Progetto preliminare, definitivo, esecutivo, contratti d’appalto

 

Site:

Post Expo site, Milano- Rho

 

Surface:

150 mq

 

Total cost:

300.000€

 

 

 

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Padiglione Ristorante permanente Post-Expo

 

Un ristorante non può essere un luogo banale: qui si consuma una delle attività più importanti dell’uomo, che coinvolge sensi e necessità, ha a che vedere con la cultura e con l’invenzione allo stesso tempo.

La memoria ci porta a spazi di incredibile bellezza, come le sale di cucina del Topkapi di Istanbul, in grado di determinare una suggestione spaziale importante.

La ripetizione ritmica dei grandi camini non rappresenta solo l’aspetto tecnico, ma così - in questa proiezione verso l’alto - riduce in maniera iconica il profilo del luogo della preparazione, con rimandi di secondo ordine e solo accennati allo skyline dei manufatti produttivi della città superata e rielaborata nel tema della esposizione City after the City alla quale il progetto si offre come complemento.

L’impostazione del locale è a grande sala unica con due grandi aperture, la prima sull’ingresso, la seconda sul canale che perimetra tutta l’area dell’Esposizione Universale.

Il posizionamento della linea dei banchi si pone come un diaframma tra le due zone.

L’apertura dei due lati ingresso e canale lo rendono alla vista totalmente passante, facilitando una buona circolazione dell’aria. Un’altra apertura generosa è ricavata sul lato ovest.

L’ingresso, di dimensione più ridotta e adibita a banco bar, funziona da filtro tra l’esterno e la parte destinata ai tavoli.

I materiali di rivestimento interni saranno di carattere naturale, in pannelli di legno ricomposto rispondono ai criteri ambientali in cui si riconosce ormai buona parte della cultura “estesa” contemporanea. Allo stesso tempo svolgeranno una importante funzione per il confort acustico, necessaria secondo noi in un locale che potrebbe raggiungere indici di affollamento rilevanti sotto questo punto di vista.

Quello dedicato alla consumazione è uno spazio di grande suggestione.

Si vuole così combinare l’esperienza spaziale a quella del cibo per sottolinearne la rilevanza.

Al di là della matrice indistinta e prevalente dei camini, alcuni di questi si accoppiano proiettando spazi doppi e tripli come suggerimento ad una disposizione a tavolate più grandi: uno spazio versatile e facile da capire che possa essere usato in più modalità senza che questo possa andare a discapito del carattere dello spazio. Col solo rivestimento di pavimento e soffitto questi spazi particolari si potrebbero intendere come ambienti di una casa o comunque ambiti connotati in maniera differente a seconda del tono che il gestore vorrà dare al locale.

Si potranno usare rivestimenti e arredi diversi, superfici coperte di tappeti, piastrelline da cucina o lastre di lavagna in maniera da tematizzare il locale.

In questo modo si intende fornire al gestore uno spazio ad alta flessibilità ma anche una possibilità di customizzarlo, personalizzarlo secondo le proprie esigenze.

 

Gli ospiti

Come detto è possibile immaginare differenti tipi di clientela, così come saranno di diversa tipologia i visitatori della esposizione.

Ma si può immaginare anche una diversa modalità di utilizzo nelle varie ore della giornata, oppure usi contemporanei tra interno ed esterno.

L’apertura pressoché totale permette di usare anche lo spazio aperto tra l’ingresso e la vasca prospiciente. All’interno della sala i clienti si muovono liberamente tra i tavoli. La sagoma del lucernario si proietta idealmente quasi a prendersi cura dei commensali.

 

Illuminazione

La luce zenitale, di grande qualità, è protagonista nelle ore diurne.

La linea degli intradossi dei camini, posta a 210 cm, ospita file di faretti per l’illuminazione generale.

All’interno dei camini vi è una predisposizione per l’alloggiamento di lampade a sospensione sui tavoli che potranno essere decise a seconda del tono che il gestore vorrà dare al locale.

Si potranno posizionare le luci tecniche insieme alle macchine di aspirazione sulle linee dei banchi: anche qui sono previste le predisposizioni elettriche.

La luce naturale meridionale entrante dalla finestratura sul canale viene ridotta dalle tende, mentre l’ingresso è favorito dalla luce indiretta del nord.

 

Lavorare

Il movimento dei camerieri all’interno del locale è chiaro e ben organizzato.

La circolazione tra i tavoli è semplice ed agevole mentre la linea trasversale a ridosso dei banchi è pensata per raccogliere le pietanze dal barman o dai cuochi. Dai banchi è possibile accedere direttamente alla dispensa che avrà un altro ingresso per assicurare il ciclo “in avanti” degli alimenti.

Le aree di lavoro potrebbero a disposizione due banchi ognuna: la prima, più larga per la preparazione e la seconda, più stretta per esporre i piatti e predisporli per il servizio. Ma è chiaro che in questo momento non si vuole vincolare la scelta e sarà il gestore a determinare la disposizione finale degli elementi.